Cinema Viy 3D: dalla Russia con orrore

Viy 3D: dalla Russia con orrore

locandina“Non avere paura”.

Da un racconto breve del drammaturgo russo Nikolaj Gogol’ contenuto nella raccolta Mirgorod – già portato sul grande schermo dalla cinematografia sovietica nel 1967 – una pellicola ibrida tra fantasy, horror e grottesco che sta sbancando i botteghini russi con 17 milioni di dollari incassati nel solo primo weekend di proiezione.

Diciottesimo secolo: il cartografo Jonathan Green è impegnato in un lungo viaggio scientifico che dall’Europa continentale lo sta portando verso est. Dopo aver attraversato la Transilvania e i Carpazi, Jonathan si perde nella nebbia per ritrovarsi in un piccolo villaggio nel cuore dei boschi. I suoi abitanti non hanno nulla a che vedere con gli altri paesani che l’uomo ha incontrato nel corso del suo viaggio. Tra le stranezze che li contraddistinguono, i nostri hanno scavato un profondo fossato che divide il centro abitato dal resto del mondo, convinti che l’isolamento li possa risparmiare dai mali e dalle minacce del mondo. Ciò che non hanno considerato è che quello stesso male da cui pensano di essere al sicuro si è già annidato nelle loro anime, aspettando solo il momento giusto per rivelarsi al mondo…

vPresentata dallo stesso Gogol come creatura della tradizione folcloristica ucraina, il Viy, o Re degli Gnomi, è in verità un parto esclusivo della fantasia dello scrittore: l’occasione di tornare a parlarne a più di quarant’anni dal primo, omonimo adattamento firmato Georgy Kropachev e Konstantin Ershov venne offerta alla Ankor Film dal 200° anniversario della nascita dello stesso Gogol, che sarebbe caduto nel 2009. Affidata al regista action Oleg Stepchenko, la pellicola visse una genesi che definire travagliata sarebbe riduttivo, tanto che per un lungo periodo il progetto venne considerato morto e sepolto e l’idea del progetto celebrativo fatalmente abbandonata, nonostante gli sforzi, anche economici, profusi da un produzione che mise a disposizione del regista un budget di 75 milioni di dollari e un cast internazionale al cui interno spiccano i nomi di Jason Flemyng (The Snatch, Il curioso caso di Benjamin Button), Charles Dance (il Tywin Lannister de Il trono di spade) e il fedelissimo di Timur Bekmambetov Aleksey Chadov. Ed è, almeno parzialmente, il solco tracciato da Bekmambetov con l’accoppiata I guardiani della notte/I guardiani del giorno a indicare la direzione che Viy si è prefissato: decisamente più tradizionalista e folklorico dell’action-horror sopracitato, ma con il quale condivide un respiro ambizioso e internazionale che difficilmente si vede da quelle parti.



About Andrea Avvenengo
E’ nato nel terrore spiando Twin Peaks alla TV. Il tempo ha messo in fila passioni su passioni, raffinando (o imbarbarendo?) i gusti, ma senza mai scalfire la capacità del cinema fantastico di scaraventarmi indietro nel tempo, la mani davanti agli occhi, terrorizzato e fottutamente felice.

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