“L’uomo-lupo è pura bestia feroce. Non suscita pietà, sebbene la chieda ogni volta che ha un risveglio di coscienza. Lo attende non un paletto, bizzarra caricatura del legno della croce, bensì un proiettile nel cranio. Rivestito d’argento per contrappasso cromatico: eri nero, il bianco ti ucciderà. Il mostro proletario morirà come merita: un semplice colpo in testa”.
E alla fine arrivò il lupo. Il mostro a metà servizio, un po’ umano e u po’ bestia. Mai sexy quanto un vampiro, privo della raggelante potenza massiva degli zombie. Icona antichissima e ancestrale della divina maledizione sull’uomo, terreno di contaminazione, fatto di artigli, muscoli e peli, tra sistemi di credenza pagani e sovrastrutture della morale cristiana e cattolica.

