
“The lab” è il classico film che avrebbe potuto essere valido e che invece rivela pesanti limiti, intrinseci alla natura stessa della pellicola.Quello che lo rovina è la genesi produttiva: quello riversato nel supporto digitale avrebbe dovuto essere l’episodio pilota di una serie, dall’incerto futuro. Potete quindi intuire come i temi che alla fine della visione restano in sospeso sono maggiori rispetto a quelli che trovano soluzione, e del perché alcuni personaggi risultino appena abbozzati, e con ruoli assolutamente marginali nell’economia del racconto.
Prendete Suspiria e riempitelo di scemenze: ecco a voi Livide.Lucy è una ragazza che fa assistenza a persone anziane e malate, le viene assegnata una vecchia e autorevole insegnante di danza che ora si trova in uno stato di coma cerebrale, la Signora Jessel. Un giorno Lucy viene par caso a conoscenza del fatto che la Signora Jessel nasconde un cospicuo tesoro nella sua enorme villa di campagna dove è costretta a vivere da sola. L’idea di Lucy è quella di andare alla caccia di questo famigerato tesoro facendosi aiutare dai suoi amici William e Ben e quando il trio si ritrova nottetempo a cercare lo scrigno delle meraviglie, sprofonda indicibilmente nel bel mezzo di un terrificante incubo soprannaturale che cambierà per sempre la vita di Lucy.
Il film di Stephen Kay, prodotto, ahimè, dal troppe volte “perso per la strada” Sam Raimi, assieme a Rob Tapert per la loro compagnia Ghost House Pictures, può essere utilizzato in qualsiasi corso di tecnica cinematografica per fare sì che i discenti si rendano conto di come non deve essere fatto un film dell’orrore.E’, forse, la sua unica ragione d’essere.
Premetto che la delusione che si prova nel guardare un film è direttamente proporzionale alle aspettative che si nutrono per lo stesso, e in questo caso le mie erano sicuramente sovradimensionate.

“Amphibious 3d” è un film cialtrone, risaputo e a cui è impossibile resistere.Una biologa marina chiede aiuto al vecchio capitano Jack Bowman per aiutarla nella ricerca di reperti archeologici, ma dal profondo degli abissi una terribile minaccia semina il terrore tra gli abitanti della comunità.
Il peggior gangster-movie e il peggior film sui vampiri in un colpo solo.Affermare che Dead Cert sia un film bruttino sarebbe un po’ un eufemismo, come quando l’insegnante mitiga l’effetto del brusco giudizio e dice ai genitori dell’ultimo della classe che “il problema è che non si applica”. No, il problema è che il figlio è asino. E il problema – anzi i problemi – di Dead Cert lo rendono non bruttino nè bruttone. Peggio.

Brutte gatte da pelare i crossover. Roba tosta per penne fine e lucide, obbligate come sono a plasmare di due un unico mondo che sappia tenere conto di due entità autonome e a loro modo coerenti.Un team di archeologi e scienziati sta compiendo una serie di scavi chi si preannunciano epocali al di sotto dello strato di ghiaccio che ricopre il continente antartico. Gli strumenti sembrano rilevare l’inspiegabile presenza a chilometri di profondità di una piramide che riporta tratti tipici di più civiltà antiche.
Alien 2 sulla terra è un film non così brutto come lo si ritrae.Thelma (Belinda Mayne) è una speleologa con qualche potere telepatico e, mentre è intervistata da una giornalista in attesa dell’ammaraggio di una navicella spaziale di ritorno da un viaggio, ha la sensazione di un grave pericolo. Nella navicella non vengono trovati gli astronauti. Più tardi, Thelma, assieme a un gruppo di speleologi suoi amici, va in una caverna sotterranea dove si imbatte negli extraterrestri giunti sulla Terra grazie alla navicella spaziale. Sono dei minerali piuttosto cattivi che cominciano a far fuori gli speleologi. Ma è solo l’inizio.