
Prendete Suspiria e riempitelo di scemenze: ecco a voi Livide.Lucy è una ragazza che fa assistenza a persone anziane e malate, le viene assegnata una vecchia e autorevole insegnante di danza che ora si trova in uno stato di coma cerebrale, la Signora Jessel. Un giorno Lucy viene par caso a conoscenza del fatto che la Signora Jessel nasconde un cospicuo tesoro nella sua enorme villa di campagna dove è costretta a vivere da sola. L’idea di Lucy è quella di andare alla caccia di questo famigerato tesoro facendosi aiutare dai suoi amici William e Ben e quando il trio si ritrova nottetempo a cercare lo scrigno delle meraviglie, sprofonda indicibilmente nel bel mezzo di un terrificante incubo soprannaturale che cambierà per sempre la vita di Lucy.
L’Alba Dei Morti Viventi di Zack Snyder, non è tanto remake quanto rilettura attualizzata del classico di George A. Romero.Un film riuscito ed efficace, che prende l’ originale come punto di partenza per poi svilupparsi in modo indipendente.“And I heard a voice in the midst of the four beasts
And I looked and behold, a pale horse
And his name that sat on him was Death
And Hell followed with him”
(“The Man Comes Around” – Johnny Cash)
Sulle note di The Man Comes Around, magnifico pezzo di Johnny Cash, scelta inconsueta ma quanto mai azzeccata, scorrono i titoli di testa de “L’ Alba Dei Morti Viventi”, a film già iniziato, dopo un prologo che ci mostra un primo sviluppo di narrazione.
Realizzata nel 2004, con un budget di 28 milioni di dollari e distribuita dalla Universal, la pellicola segna l’esordio su grande schermo del regista Zack Snyder, che in seguito dirigerà titoli come “300” (2006) e “Sucker Punch” (2011).
Uno dei capolavori assoluti del cinema horror: Zombi (Dawn Of The Dead), di George A. Romero, ha segnato un’epoca e creato un genere.Nessuno zombie-movie ha più toccato vette così alte, lasciando a questo film il podio di capostipite, insieme alle altre due magnifiche pellicole della Trilogia Romeriana. Imperdibile e assoluto.

“Quando i morti usciranno dalla tomba i vivi saranno il loro sangue”.Uscito nei cinema a un anno di distanza dal secondo capitolo romeriano sui morti viventi, Zombi 2 di Lucio Fulci non ha niente a che vedere col suo illustre predecessore, nonostante un titolo buttato lì solo per cavalcare l’onda della pellicola diretta da George Romero.
Un pessimo prodotto di Serie Z da evitare come la peste.Day od the Dead 2 va ad aggiungersi a quella folta schiera di film zombeschi che vorrebbero prendere spunto dai capolavori di George Romero, sfruttandone la fama, ma che alla fine si rivelano quasi sempre cocenti delusioni per gli appassionati. Nel caso specifico, poi, di bello e originale questa pellicola diretta nel 2005 da Ana Clavell e James Glenn Dudelson ha davvero poco e niente.
Film televisivo per il canale tematico statunitense Syfy, “Zombie Apocalypse” tenta di sfruttare il trend dei morti viventi fallendo completamente il bersaglio: piatto, scontato, involontariamente comico e a livello zero in quanto a gore e splatter. Altamente evitabile.C’ è proprio poco anzi, pochissimo da salvare in questo Zombie Apocalypse, ennesima (non) variazione sul tema dei living dead, film televisivo prodotto dalla Asylum per il canale tematico statunitense Syfy, entrambi nomi già noti, e non in senso positivo, per un buon numero di releases non esattamente eccelse. Dirige Nick Lyon, con la mano sinistra e probabilmente anche ad occhi chiusi, visti i risultati francamente imbarazzanti dell’ operazione.
Jeffrey Combs prova a “ri-animare” un film che è molto morto e poco vivente.Qualche tempo fa, da queste parti, si parlava del pessimo Night Of The Living Dead 3D (Jeff Broadstreet, 2006): nonostante la presenza del divertente Sid Haig e di qualche momento vagamente gore il film di tridimensionale ebbe solo il fiasco.
Uno sgangherato e sexy zombie-movie in cui a piacere sono, oltre agli omaggi al cinema horror, le forme delle procaci protagoniste.All’interno della sterminata produzione zombesca degli ultimi anni, Big Tits Zombie merita sicuramente un posto in prima fila, e non soltanto perché è uno dei film più brutti che possa capitare di vedere, ma lo è talmente tanto da rasentare la genialità.