David ha concepito l’arte mutante del cinema anche come simulacro da erigere durante la messa-in-scena della finzione pubblicitaria.
Varie e variopinte le iniezioni lynchiane di estetica cinematografica nel campo dell’advertising. Non ultimo, ma senza dubbio emblematico, l’audace spot firmato per Dior (nel 2010) dal titolo “Lady Blue Shanghai”.


Ecco la seconda parte del nostro speciale su David Lynch. Un percorso nella mente di uno dei più geniali e controversi autori della nostra epoca.




