Cinema Dark Shadows

Dark Shadows

Tirando in ballo il Nosferatu di Murnau e il Dracula di Christopher Lee, Johnny Depp si tramuta in un vampiro vecchio stile che, suo malgrado, è costretto a fare i conti con la moderna società degli anni ’70.

C’era una volta un bravo ragazzo che, colpito da una maledizione, divenne un mostro. No, non si tratta di Larry Talbot, meglio conosciuto come L’uomo lupo. Parliamo del ricco Barnabas Collins, costretto a diventare un vampiro per colpa del suo amore per la donna sbagliata. Tim Burton, uno dei registi più bizzarri e visionari che siano mai esistiti, si è aggiudicato i diritti per realizzare la trasposizione cinematografica di Dark Shadows, famosa serie televisiva degli anni ’70. Lui, creatore dei più malinconici eroi tragici della storia del cinema, (ri)crea l’immagine del vampiro che, lontano da quello vegetariano introdotto dalla saga di Twilight, si ispira direttamente al modello originario nato dalla penna di Bram Stoker.

Inghilterra, 1752. Joshua e Naomi Collins, insieme al piccolo Barnabas, lasciano Liverpool per cercare fortuna in America. Quando una morte misteriosa colpisce i genitori, il giovane Barnabas eredita la fortuna di famiglia e intraprende una torbida relazione con la sensuale serva Angelique. Il ragazzo, però, incontra Josette e se ne innamora perdutamente al punto di scatenare l’ira della domestica che si rivela essere una strega. Privato del suo amore e trasformato in un vampiro, Barnabas viene risvegliato casualmente dopo due secoli. Sebbene Collinwood Manor sia passato nelle mani della matrona Elizabeth Collins, il vampiro imparerà a convivere con la sua nuova, stramba, famiglia, cercando di risollevarne le sorti.

Tirando in ballo il Nosferatu di Murnau e il Dracula di Christopher Lee (che omaggia il pubblico con un cammeo), Johnny Depp si tramuta in un vampiro vecchio stile che, suo malgrado, è costretto a fare i conti con la moderna società degli anni ’70. Una girandola di colori, una tempesta di poster e un’invasione di musica rock invadono lo schermo, occupato inizialmente dalle ambientazioni di un’antica Londra vittoriana. Un mondo gotico, freddo, nebbioso che ricorda i B-movie della Hammer Film o di Roger Corman, quindi, si trasforma ben presto in una società moderna, pulp, pop. Il vampiro “gentiluomo” Barnabas Collins, dunque, è costretto a fare i  conti con la sua nuova, moderna, famiglia e a sopportare le angherie della perfida Angelique. Proprio lei, infatti, finisce per essere ben presto il personaggio meglio caratterizzato della pellicola e quello che lo spettatore, volente o nolente, finisce per amare. Una strega fisicamente perfetta, sensualmente attraente, emotivamente instabile. Soffrendo di un amore cannibalistico per Barnabas, infatti, Angelique non accetta che il ragazzo ami un’altra, nemmeno se la fanciulla in questione è una sorta di bambola di porcellana dal viso perennemente triste, proprio come la Emily de La sposa cadavere. E così, dall’alto dei suoi stivali con la zeppa e del suo collo alto e affusolato (che tanto sarebbe piaciuto a Modigliani), Angelique rivaleggia prima con tutte le donne che gravitano intorno a Barnabas e poi contro il suo stesso amore, contro l’uomo che lei ha scelto di trasformare in un mostro immortale costantemente assetato di sangue.

I personaggi, dunque, non sono altro che macchiette colorate e impazzite in preda alle mode dell’ultimo momento che, davanti all’antichità del loro antenato, dimostrano che il mondo, esteriormente, è cambiato ma che, in fondo in fondo, è animato sempre dagli stessi vizi e dalle stesse avidità. E proprio l’unione di due mondi diversi, opposti e complementari, incarna il senso stesso della pellicola, un’opera eccentrica e stravagante che mescola differenti registri stilistici, passando spontaneamente dall’uno all’altro. I temi tipici delle soap opera americane si sposano perfettamente con le ambientazioni colorate e (ultra) pop degli anni settanta mentre la travagliata storia d’amore richiama sia le (migliori) opere burtoniane che le grandi vicissitudini della letteratura gotica ottocentesca. Non a caso, Seth Grahame-Smith, autore della trasposizione di Orgoglio Pregiudizio e Zombie, è lo sceneggiatore della pellicola, fedele sia allo spirito della fiction originale che alle esigenze del pubblico odierno. Dark Shadows, insomma, è una pellicola ironicamente terrificante, comicamente spaventosa, oscuramente divertente.

Dark Shadows - VOTO: 4/5/5

Anno: 2012 - Nazione: USA - Durata: 113 min.
Regia di: Tim Burton
Scritto da: Seth Grahame-Smith
Cast: Johnny Depp - Helena Boham Carter - Eva Green - Michelle Pfiffer - Christopher Lee
Uscita in Italia: 11 Maggio 2012 - Disponibile in DVD:

About Martina Calcabrini
Ha ereditato l'amore per il cinema horror quando era ancora in fasce. La passione per le creature mostruose, per l'ignoto e per l'oscuro le scorre nelle vene e le permette di affrontare qualsiasi Mostro della notte...

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