Cinema The Orphan killer

The Orphan killer

Se vi capita di avere 2 euro e 11 cent da buttare per un film, The Orphan killer potrebbe darvi tante soddisfazioni.

Ah il progresso. Meno di vent’anni fa per vedere una novità dovevi uscire di casa e dirigerti verso il negozietto di vhs del cuore pregando che il fattore sfiga non influisse tanto da non trovare l’unica copia dell’ambito film. Poi le videocassette hanno lasciato il posto ai dvd, e le botteghe spacciatrici di sogni su nastro magnetico lentamente sono state rimpiazzate dai ben più forniti Blockbuster, mecca di tutte le novità filmiche o quasi.

Ma ecco, neanche il tempo di respirare, che arriva internet e con esso i film, legalmente o meno, sono per tutti a portata di mano o meglio di un click. Vuoi Hanna, uscito adesso al cinema? Voilà in meno di mezz’ora e tuo. Una scrollata di pisello, una grattata tra le natiche e, meraviglia delle meraviglie, il film è già sul tuo pc. Quindi basta negozietti o blockbuster, il supporto materiale è roba da collezionisti, basta solo un hard disk capiente alla faccia di noi poveri ragazzini squattrinati degli anni 80. Però stupisce lo stesso che per caso ci si imbatta in un trailer accattivante, si cerchi dove trovare il suddetto film e, sorpresa, l’unico modo per vederlo è Facebook. Cioè il social network dove si scrivono cazzate, sono stato male, ho avuto la dissenteria, mi piacciono i porno, diventa la mecca del film raro. A un prezzo di 2 euro e 11 cent, una miseria alla fin fine, chi scrive ha davanti agli occhi per 48 ore in streaming un horror che trovare altrove per ora è utopia, The Orphan killer. Mi aspetto poco a dire il vero crogiolandomi nel ricordo degli abomineboli film di Christopher Lewis distribuiti per corrispondenza a metà degli anni 80, girati in video nell’idea pazza di soppiantare la pellicola.

Blood cult, Revenge e The ripper sono impressi con disgusto nella mente di ogni pazzoide e sciroccato amante del cinema horror in vena di scoperte amene nel genere, in quel circolo vizioso di perle e putridume che era lo scambio folle delle vhs tra collezionisti. Per fortuna The orphan killer non è così orribile, anzi tanto di cappello al regista (ma anche sceneggiatore e attore) Matt Farnsworth per aver reso davvero dignitosamente cinematografico un prodotto via web. Se poi sbirciamo nel passato del regista vediamo che le sue credenziali dietro la macchina da presa sono di meno di quelle davanti, con all’attivo solo due corti e un interessante lungo da lui stesso interpretato di genere drammatico, Iowa. The orphan killer visivamente è ricco anche con il budget colabrodo a disposizione, si permette preziosismi come una panaromica dall’alto all’inizio o l’uso sapiente della steady, non sbaglia nel montaggio, ha gusto nelle inquadrature e sfoggia una bellissima fotografia digitale dai colori saturi. Quello che forse si potrebbe imputare negativamente a questo film è l’assenza di una storia: alla fine, cambiando le carte, quante volte si è visto lo stesso canovaccio di ragazze in un luogo chiuso con maniaco mascherato assassino? Certo che a dare quel certo non so che in più è la dose massiccia di sadismo, blasfemia e violenza. Sequenze come il lungo martirio del piccolo Mike da angelo innocente a mostro paria di un convento di suore crudeli è agghiacciante: prima una gang di rapinatori gli uccide i genitori in modo brutale, poi diventa il pungiball di un gruppo di religiose infervorate da Spirito divino. Per punire un atto di violenza del bambino le sante donne lo frustano a sangue, lo tengono sotto l’acqua fino quasi a soffocarlo, gli impongono una maschera da scheletro da non togliersi mai più. Per questo il bambino comincia ad odiare gli uomini, ma soprattutto Dio e con lui i simboli di una religione che l’ha privato della propria umanità. E poi aggiungiamo pure che, come ogni buon figlio di Halloween, la notte che Mike ritorna nel collegio trova tra le ragazze pure la sorellina che da piccolo giurò di difendere.

Matt Farnsworth infarcisce la trama con scene allucinanti che si fanno beffe del buon gusto: una suora pratica ad un ragazzo una fellatio, una foto di Papa Ratzinger viene bruciata, e tanto altro da giustificare una scommunica a seduta stante. In più il corollario di blood and sex viene accentuato con una forte dose di umori incestuosi soprattutto nel rappresentare il rapporto killer – sorella come lo sfogo perverso di fantasie porno sado religiose del maniaco (la ragazza spogliata e torturata quasi a morte per ragiungere una trasfigurazione blasfema del martirio di Cristo). Sia poi dato tanto di cappello al regista di essere riuscito a girare gli omicidi in manera davvero realistica: braccia amputate, gole tagliate, coltellate con sangue poco artificiale, non si sente il peso di un budget miserrimo. Anche il versante voyeur è succoso con almeno un notevolissimo nudo della protagonista Diane Foster (già in Iowa) che non la manda certo a dire: calze a rete aderetissime prima di una lunga doccia insistita e assolutamente, diosiaringraziato, gratuita. Gli attori sono tutti bravi (a parte un paio di comparse improponibili) con l’apparizione fugace di un John Savage marchettaro lontano dai fasti de Il cacciatore. In conclusione il film diverte, anche se forse un po’ troppo lungo per reggere un’ora e 22 di atrocità quasi non sense, sicuramente un’opera innovativa per la sua fruizione e un ottimo lascia passare per il suo bravo autore. Se vi capita di avere 2 euro e 11 cent da buttare in un film The Orphan killer potrebbe darvi tante soddisfazioni.

httpv://www.youtube.com/watch?v=tCx1-Lxd_rg

The Orphan Killer

Regia: Matt Farnsworth
Interpreti:
Diane Foster, David Backus, Matt Farnsworth, James McCaffrey
Nazione:
  Usa
Durata: 82 minuti
Anno:
2011
Inedito al cinema e in dvd, ma disponibile a pagamento a questo indirizzo

 

About Andrea Lanza
Si fanno molte ipotesi sulla sua genesi, tutte comunque deliranti. Quel che è certo è che ama l’horror e vive di horror, anche se molte volte ad affascinarlo sono le produzioni più becere. “Esteta del miserabile cinematografico” si autodefinisce, ma la realtà è che è sensibile a tette e sangue.

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