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The Human Centipede 3: Anteprima

human centipede 3 3Sappiamo ancora pochissimo ma l’attesa sale. Iniziate a maggio le riprese del terzo ed ultimo episodio della trilogia horror più devastante degli ultimi anni.

Tom Six è un folle, perchè solo a un folle poteva venire in mente di mettere in scena qualcosa come i primi due episodi della saga di Human Centipede. E se il primo film, già parecchio forte, aveva sconvolto, il secondo è un inno al fast and furious, al premere sull’acceleratore dell’ultraviolenza e del cattivo/ottimo gusto.

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Curse of Chucky (Child’s Play 6): Anteprima

chucky coverChucky, il gradito ritorno della bambola assassina.

Quando ero bambino, intorno ai nove, dieci anni, Italia 1 era la regina del palinsesto horror del bel paese. Ricordo ancora che il venerdì, in seconda serata, Notte Horror era un appuntamento temuto e ambito allo stesso tempo. Erano gli  Ottanta e vedere un film di paura, far incazzare mamma e rimanere svegli con l’abat jour in modalità on all night long era il massimo della trasgressione. Ora a dieci anni i bambini hanno l’I-Phone, ascoltano Fedez e, quando va bene, limonano nelle piazzette.

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Insidious Capitolo 2: anteprima

insidious 2 cover dueQuando un sequel diventa una sfida. Insidious Capitolo Secondo, il film più atteso dell’autunno.

Insidious si può definire con asseveranza il miglior film del 2011 e forse il miglior horror americano degli ultimi cinque anni. Budget scarno, grande incasso, critica specializzata soddisfatta. Da qui l’attesa spasmodica per il secondo capitolo di un’opera definibile barbaglio nel tetro e asfittico panorama ghost house statunitense. Eppure molto si sarebbe dovuto aggiungere su Insidious prima di emettere miracolose sentenze ma tant’è, la corsa al ribasso analitico pare oggi giorno irrefrenabile. Certo, Wan e Whannell, la coppia d’oro del primo capitolo oltre che di Saw-L’enigmista (2004), sono indubbi provetti artigiani nel dare luce a script formalmente ineccepibili, dotati di rigore formale sebbene spesso scevri dal colpo ad effetto risolutore e innovatore; tuttavia anche se  la messa in scena non risulta sempre è all’altezza dello scritto, Insidious è in buona sostanza un buon prodotto.

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Coppa del mondo horror, chi di voi ha F.I.F.A?

zarimm1A dominare la scena mondiale, nonostante tutto, sono sempre e comunque gli Stati Uniti.

I Mondiali di calcio in Brasile si avvicinano e già quest’estate assisteremo al gustoso aperitivo della Confederation Cup; quale occasione migliore per giocare di fantasia ipotizzando che anche per il nostro beneamato genere preferito esista una competizione che attesti la scuola più forte, una nazione dal talento insuperabile nel mostrarci sangue, spettri e omicidi e che faccia gridare e saltare le platee più di tutte le altre.

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Stitches

stitches coverA volte le cose semplici sono quelle che riescono meglio. Sembra una banale asserzione da nonno in cerca di cantieri cittadini, eppure nel caso di questo prodotto irlandese calza a pennello.

Stitches è un clown, un animatore di feste per bambini. Dopo una trombata volante con una stagionata ma appetibile MILF, salta a bordo della sua Seicento FIAT e completamente sbronzo si reca alla festa per il decimo compleanno di Tom. Qui trova un crocchio di teppistelli svalutanti e dispettosi che ne combinano di ogni, fino a farlo cadere dritto dritto su di un coltello poggiato male in lavastoviglie.

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Rob Zombie: fenomeno mediatico o talento naturale?

zombie1Dopo la recente uscita del controverso Lords of Salem vale la pena tirare un bilancio sui primi dieci anni da director del rocker del Massachussets.

Le aspettative per l’uscita di Lords of Salem erano altissime per milioni di horrormaniaci in tutto il mondo come testimonianza del fortissimo appeal di Rob Zombie sugli appassionati del genere.

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The Abc’s of Death

 abcs-of-death-bannerLa nuova sfida indie in forma di antologia genera un altro controverso capitolo, Abc’s of Death. 26 lettere dell’alfabeto,  26 autori diversi, 26 corti.

 Ant Timpson e Tim League, sagaci produttori anglofoni hanno fornito a ciascun autore un budget di circa 5,000 dollari, da sfruttare in 6 mesi 6 settimane e 6 giorni come termine ultimo. Le iniziali dei titoli dei  cortometraggi sono state assegnate arbitrariamente dagli stessi produttori a ciascun autore, il quale ha goduto della più ampia libertà espressiva tenendo come unico file rouge la morte, espressione ultima di ogni forma di terrore.

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Stitches: anteprima

Un pagliaccio britannico assai vendicativo: Stitches,quando non c’è proprio niente da ridere.

Il Cinema horror britannico è in uno stato di grazia indiscutibile da oramai due o tre stagioni. Le produzioni indipendenti sono  godibili tanto quanto quelle più costose e ciò è indice di una maturità culturale che prescinde dalla mancanza di sovvenzioni statali o da ragioni prettamente finanziarie in senso più ampio. Tradotto: quando c’è una buona idea e un pubblico disposto a crederci, l’arte funziona senza bisogno di vittimistiche rivendicazioni e piagnistei nostalgici.

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Wolf Creek 2: anteprima

Torna Mick Taylor, il redneck australiano che sconvolse il Sundance 2007.

Wolf Creek è un film bello. Custodirne una copia nella propria collezione è un comandamento, più che un consiglio. Uscito nell’indifferenza di molti, si è imposto in breve tempo come un’ esotica perla di paura, dimostrazione che anche da terre abituate a produrre un Cinema diverso, si possano generare pellicole fruibili al pubblico di ogni dove.

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L’infinita stagione dell’orrore in soggettiva

Grande invenzione la soggettiva. Colpo d’effetto dalla strabiliante portata. Rendere lo spettatore personaggio attivo, attore, permettergli di addentrarsi morbosamente nella scena dal suo stesso punto di vista è di quanto più geniale la settima arte abbia offerto.

Dal Napoleon di Abel Gance fino ai voli pindarici e psichedelici dell’Enter The Void di Gaspar Noè, la tecnica della presa diretta può tranquillamente considerarsi fra i più astuti orpelli in fatto di entertainment. Addentrarci in un’analisi approfondita di ciò che concretamente ha comportato l’utilizzo sfrontato del piano sequenza e delle sue derivazioni iper veriste, fondamentalmente rivolte all’architettura di una fiction  quanto più credibile per il fruitore, risulterebbe in questa sede operazione assai complessa.

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