Cinema STITCH

STITCH

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Un rito andato male catapulta due coppie all’interno di un incubo. Soli in una casa in mezzo al nulla, dovranno vedersela con presenze oscure e con quella che sembra essere la fine del mondo.

 Parlare di Stitch, scritto e diretto dal misterioso debuttante Ajai, non è cosa facile. Non perchè il film sia particolarmente controverso o apra chissà quali discussioni filosofiche, ma per il semplice fatto che è uno dei film più “incasinati” che mi siano capitati di vedere negli ultimi tempi. La storia alla base di Stitch narra di una coppia (Ed Furlong e Shawna Waldron) che si reca in una casa sperduta nel deserto per compiere un rito magico in compagnia del guru Pirino (!!!) e della di lui compagna, che dovrebbe aiutarli a superare lo shock per la perdita della figlia dopo un incidente d’auto. Il rito non andrà a buon fine e si scatenerà un vero e proprio inferno intorno a loro, bloccati in mezzo al nulla e assediati da demoni e presenze oscure. edward-furlongs-stitch-hits-home-video-februaryProviamo a fare un po’ d’ordine: Stitch sembra quello che in realtà non è ed è quello che in realtà non vorrebbe essere. Capito? No? Ok, riproviamo. Ajai ha un merito assoluto, ovvero quello di fregarsene di tutte le regole e fare un film che diretto da un regista con un po’ più di esperienza (e anche con doti maggiori) sarebbe risultato ai limiti dell’inguardabile. Proprio la (involontaria?) follia del regista nel realizzare questo film lo salva dagli insulti più totali e addirittura si guadagna qualche simpatia dal sottoscritto, che apprezza sempre chi almeno prova ad andare un po’ fuori dagli schemi. Se la parte iniziale del film (dall’arrivo nella casa al rito esoterico) è assimilabile a molti film horror standard nei quali la casa in mezzo al nulla è la base di partenza per far capire allo spettatore che i protagonisti non avranno una via d’uscita dal pericolo imminente che li getterà nel terrore, nella parte centrale il film inizia a scricchiolare e a perder pezzi con dialoghi imbarazzanti e scene che provocano facili risate (le urla incazzate di Marsden e Pirino armati di ascia contro una porta sono il top del top), facendoci capire dove sta dirigendosi a gran velocità il film: verso il caos totale.

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Lo scoppio della tempesta di fulmini che preannuncerebbe una sorta di Apocalisse è il segnale che Stitch ha deciso di perdere ogni logica e andare a schiantarsi a duecento chilometri orari contro un muro. Qui Ajai da il meglio (o il peggio) di sè: si passa da scontri e divisioni da telenovela tra i protagonisti (con Pirino che indossa per tutto il film una stupenda maglia con la scritta Pirinology) a viaggi mentali allucinati e surreali da parte di Marsden (un Edward Furlong obeso, lontano parente del ragazzino che fece innamorare le teenager in American History X) che toccano l’apice quando la bionda e indemoniata Colline gli infila letteralmente due dita nel cervello facendogli avere allucinazioni che visivamente ricordano un po’ quelle viste a sprazzi in Natural Born Killers (montaggio iperveloce di un blob di immagini che vanno dai cartoons al gore a cose a caso).

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Quando la confusione sembra ormai regnare sovrana il regista decide di puntare su una sorta di spiegone metafisico che in realtà non manda via le nubi che sovrastano il film. Il finale, una sorta di lieto fine a metà, ci commuove per la sua ingenuità e debolezza. Stitch insomma è un film che può al massimo diventare una sorta di passatempo per gli amanti dell’horror trash o per chi pensa che realizzare un film sia una cosa per pochi: se ce l’ha fatta Ajai tutti voi avete una speranza. 

 

STITCH - VOTO: 2/5

Anno: 2014 - Nazione: USA - Durata: 94 min.
Regia di: Ajai
Scritto da: Ajai
Cast: Edward Furlong - Shirly Brener - Laurence Mason - Shawna Waldron - Diane Salinger
Uscita in Italia: Inedito - Disponibile in DVD: No

About Rael Montecucco
Classe 1985. Nato sulla West Coast, cresce tra Dylan Dog, Romero, Argento, Lynch e Faith No More. La musica ed il cinema riempiono la sua vita praticamente da sempre, due punti di riferimento senza i quali si troverebbe perso. Nel 2010 si laurea a pieni voti in cinema e video presso l'Università di Pisa, con una tesi su Matthew Barney. Nel gennaio 2012 è co-fondatore del blog glisbandati.tumblr.com. Ama l'horror e il grottesco, il gore e le atmosfere dark, con una passione particolare per tutto ciò che si può definire weird. Toglietegli i Wayfarer e diventerà cenere.

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