Cinema You’re next

You’re next

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L’horror più divertente dell’anno. Coppia agiata di mezza età, Paul e Aubrey Davison scelgono di trascorrere l’anniversario di matrimonio nella propria villa di campagna. Per l’occasione, vogliono intorno a loro i tre figli maschi con le rispettive compagne e la figlia femmina con il nuovo fidanzato. Una volta a tavola per festeggiare mamma e papà, un battibecco tra fratelli si trasforma in lite catalizzando l’attenzione di tutti, almeno fino a quando una freccia scagliata da fuori non colpisce in fronte uno dei commensali.

Non lasciatevi ingannare dal trailer che vuole occhieggiare i vari Scream: You’re next è la commedia più divertente e nera dell’anno. Altro che Una notte da leoni 3 con le sue giraffe decapitate, qui c’è da sbellicarsi dalle risate e sentirsi nel contempo cattivi anzi cattivissimi. L’assunto potrebbe ricordare il Il pranzo della domenica di Carlo Vanzina o Parenti serpenti di Monicelli, una banale cena tra familiari che fingono sorrisi amorevoli e poi ti augurano alle spalle la morte, solo inusualmente condita in salsa slasher. L’assurdo e l’iperbole sono la cifra stilistica del film che sembra un blue tornado di Gardaland, veloce di ritmo e così pieno di colpi di scena da lasciarti anche  un po’ tramortito. Certo i dialoghi sono terribili, la regia è a un passo dal disastroso con questo continuo muovere la macchina da presa tipo malato di Parkinson, ma, se accetti le regole di un film che vive uno stato di grazia anche grazie alla sua rozzezza, ti puoi divertire e tanto.

youre nextQuindi, amici critici snob, compagni del “Non esiste horror oltre a Murnau“, statevene a casa perché non è il film per voi: You’re next è una commedia horror sulla scia del dimenticato (ahimè) Severance di Christopher Smith. Per chi scrive è sicuramente la visione più scellerata di quest’anno, uno di quei film che se lo racconti non riesce a raggiungere il sublime livello di cazzata che la visione ti regala. Alla regia abbiamo Adam Wingard, giovane filmaker che si è imposto recentemente all’attenzione del pubblico di settore grazie ai due V/H/S, ma che all’epoca di questo You’re next, girato nel 2011, aveva firmato poca roba di scarso interesse come A Horrible Way to Die. Non ci è dato sapere perché la Lionsgate abbia congelato il film per quasi due anni, dopo il successo raccolto nei vari festival specializzati, ma è certo che, anche così stagionata, la pellicola non ha perso un solo briciolo della sua originalità. Come Craven (e più di Craven) You’re next gioca con gli stilemi del genere d’appartenenza, sfoggia cliché per poi abilmente capovolgerli in una visione completamente innovativa, mette in scena personaggi che sulla carta sono eroi per trucidarli orribilmente e concentrarsi quindi sulle vittime sacrificali, le vergini urlanti che tanto hanno fatto grande lo slasher trasmutate qui in Rambo incazzate.

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Non stiamo parlando di un capolavoro ma di un prodotto che si fa notare nel mare magnum degli horror standardizzati, una pellicola che non è un remake o un omaggio vintage, una storia vera o l’ennesimo seguito, ma un film a suo modo unico, pieno di difetti è vero, eppure preziosissimo e da coccolare come merce rara. You’re next, anche senza sangue eccessivo, coinvolge, a tratti spaventa e, come nel caso di una testa fracassata da un frullatore, fa trasalire lo stesso pubblico che magari la scena prima rideva in quel perfetto mix di humor e orrore ricercato, a volte inutilmente, dal cinema del terrore post Peter Jackson. Anche come appartenente al sottogenere degli Home invasion, il film ha un’approccio antitetico non calcando la mano sul sadismo come il modello The strangers, vicino soprattutto per l’idea di un gruppo di sconosciuti assassini dalle maschere bizzarre, ma puntando in primis sull’accumulo di trappole inusuali e situazioni paradossali vissute dai diversi personaggi, tra i più stupidi visti in un horror, capaci di correre verso la morte come i famosi coniglietti suicidi di Andy Riley. Interessante il travestimento da animali che usano i killer: oltre ad essere inquietante dona al film una strana aria da favola scura anche durante gli omicidi. Tra gli attori (molti sono registi/amici di Adam Wingard) colpisce rivedere dopo tanto tempo una delle scream queen più belle degli anni 80, Barbara Crampton, la biondina oggetto della libidine di una testa mozzata in Re-animator, e qui, invecchiata indegnamente, in un ruolo incolore. Bravissima invece Sharni Vinson, l’eroina della pellicola, perfetta sia quando nella prima mezz’ora deve recitare la parte della fidanzatina gne gne sia quando affronta il nemico a pugni in faccia arrivando persino ad armarsi di  assi chiodate in omaggio al classico Il giustiziere della notte 3 di Michael Winner. You’re next è uno di quei film che consigliamo con tutto il cuore e che siamo sicuri che, se non ora, col tempo saranno ricordati come veri cult del nuovo millennio.

You're next - VOTO: 4/5

Anno: 2011 - Nazione: USA - Durata: 90 min.
Regia di: Adam Wingard
Scritto da: Simon Barrett
Cast: Sharni Vinson - Nicholas Tucci - Wendy Glenn - Joe Swanberg - AJ Bowen
Uscita in Italia: 19 Settembre 2013 - Disponibile in DVD:

About Andrea Lanza
Si fanno molte ipotesi sulla sua genesi, tutte comunque deliranti. Quel che è certo è che ama l’horror e vive di horror, anche se molte volte ad affascinarlo sono le produzioni più becere. “Esteta del miserabile cinematografico” si autodefinisce, ma la realtà è che è sensibile a tette e sangue.

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Comments

Posted On
set 30, 2013
Posted By
Livio

ottima recensione per questo bel film, spettacolare il finale 😀

Posted On
ott 06, 2013
Posted By
Lend

Io devo dire che me lo aspettavo diverso, diciamo che immaginavo gli invasori più “intoccabili”… Invece qui dopo un inizio abbastanza promettente incominciano a cadere vittima di una “Bear Grylls” versione femminile.
I motivi di tutto poi sono stupidi e quando li ho scoperti… Il fratello vuole l’eredità, e quindi ? Ammazza tutta la famiglia ingaggiando dei Marine che non sono nemmeno capaci e che combinano un casino tremendo. Ma scusa ma a sto punto li avvelenavi senza farti scoprire ed eri a posto, no ?

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