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Djinn: le Prime Parole di Tobe Hooper

Credo che sia giunto il momento di superare i vecchi archetipi, per avere finalmente qualche posto nuovo verso cui dirigerci“.

E’ la miglior sceneggiatura con cui abbia avuto a che fare da anni, molto meglio di quanto pretendessi. E non sarà un semplice thriller metafisico“. Parola di Tobe Hooper, dall’incandescente set arabo del suo prossimo Djinn.

Nessun dubbio a riguardo, considerata la qualità degli script delle ultime fatiche cinematografiche del nostro: ciò che è certo, escluso  il comprensibile entusiasmo aziendalista del buon vecchio Tobe, è la che la produzione di Djinn sta filando liscia come l’olio, sulle ali di un’invidiabile libertà creativa a quanto pare ormai quasi sconosciuta nell’industria a stelle e strisce: “Ultimamente ho visto un sacco di pellicole di genere girate per il mercato USA appiattirsi sul format dell’action movie: non ci sono più film che vogliono raccontare storie. Io prendo la mia professione con lo stesso atteggiamento che avevo agli esordi, ma è il mondo intorno a me a essere cambiato“. Hooper continua poi sulla stagnazione creativa del nostro genere preferito: “Agli albori dell’horror, alcuni film ne hanno creato gli archetipi, modelli che ancora oggi tutti seguono, soluzioni sicure in grado di accontentare tutti. Credo che invece sia giunto il momento di rompere questi schemi, per avere finalmente qualche posto nuovo verso cui dirigerci“.

Un’amarezza che però sembra scomparire di fronte all’entusiasmo per la nuovo pellicola: “E’ stata un’illuminazione. Credetemi, è molto più che semplice folklore. Ho iniziato raccogliendo più informazioni possibile in Rete, poi di persona, visitando quei luoghi e intervistando persone. Ci siamo ritrovati a girare in un luogo antico e suggestivo: è una località sostanzialmente abbandonata a se stessa perché il djinn ha allontanato dalla zona quasi tutti i suoi abitanti“.

About Andrea Avvenengo
E’ nato nel terrore spiando Twin Peaks alla TV. Il tempo ha messo in fila passioni su passioni, raffinando (o imbarbarendo?) i gusti, ma senza mai scalfire la capacità del cinema fantastico di scaraventarmi indietro nel tempo, la mani davanti agli occhi, terrorizzato e fottutamente felice.

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