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Ciak si trema. Guida al cinema horror
Scritto da Danilo Arona   
domenica 09 dicembre 2007

 La prima edizione di questo libro-faro uscì nel '96. Naturalmente me l'acchiappai subito perché sono un appassionato del genere horror e perché conoscevo quei dati anagrafici. Della ragazza avevo già letto succosi articoli su "Duel" e "Segnocinema". Da lì a poco lei mi avrebbe inchiodato con l'inestimabile William Friedkin - Il brivido dell'ambiguità. Quest'ultimo, unito a Ciak si trema, mi convinse che sull'orbe terracqueo si aggirava una mia "metà oscura" in gonnella e capelli sulle spalle, stile pre-Sadako.

Sì, lo so, sto già sfiorando la più goliardica retorica...

Ma il dato di fatto, lo giuro, e che non c'è parola (o quasi...) uscita dalla tastiera di Daniela Catelli che io non mi senta di sottoscrivere. E' come se la ricoscessi "mia", come se l'avessi scritta io: solo che l'ha fatto lei, e molto meglio. Con un dono della sintesi e della profondità che io mi concedo soltanto il lusso di sognare. Così, dopo aver divorato i due tomi (dal quale sprigionava un amore incondizionato per quel geniaccio poco compreso di Bill Friedkin, altro chiodo fisso in comune), decisi che quella donna e io dovevamo incontrarci, interagire.
Tra consimili accade così.
 Internet e una serie di altre circostanze resero possibile il miracolo. E nel 1999, quando Daniela diede corpo cartaceo alla sua opera più "sognata" (L'esorcista - 25 anni dopo, ovvero un libro monografico su un solo film, peraltro il più epocale della storia dell'horror cinematografico), la ragazza mi concesse l'onore di firmarne la prefazione.
Era fatta: ci eravamo fusi tra le pagine.
Che poteva mancarmi? Sposarla e trasferirmi a Roma? Accidenti a noi, avevamo già provveduto. Ma, scherzi - mica tanto... - a parte, il quadro non sarebbe stato completo se non l'avessi presentata in pubblico almeno una volta e se, presto o tardi, non avessimo firmato un libro assieme a quattro mani.

Così, mentre le nostre reciproche vite s'indirizzavano in sentieri più o meno bizzarri che qui non è sede raccontare, le altre due caselle del sogno andarono a realizzarsi. Con il contributo fondamentale del nostro reciproco numen tutelare Edoardo Rosati, feci da chaperon a L'esorcista alla Libreria del Giallo della leggendaria Tecla (Dozio) in quel di Milano qualche mese dopo l'uscita dell'impagabile libro edito da PuntoZero. Poi nel 2003 ebbi l'ardire d'immaginarmi L'esorcista, il cinema, il mito, edito da Falsopiano, nel quale con una faccia tosta senza pari incorniciavo le sue belle pagine del '99 in un percorso critico che affrontava le successive pellicole della "saga" (Boorman, Blatty e Schrader - di Renny Harlin, ahinoi, non sapevamo ancora nulla...). Naturalmente non per amore del cinema horror o per cimentarmi in un argomento in genere ancora poco affrontato, ma soltanto per vedere il suo nome affiancato al mio. Non poteva essere altrimenti.

Adesso tenterò di essere serio (ma, giuro, quanto sopra è tutto vero nei minimi dettagli): la nuova uscita in veste aggiornata di Ciak si trema è evento di duplice e somma importanza. Intanto, perché segna il ritorno di Daniela sugli scaffali delle librerie, dopo un intenso periodo dedicato agli affetti e al lavoro, per la serie "i classici sono sempre i classici e senza di loro sarebbe difficile confrontarci col presente (leggi il cinema horror di oggi)". Ma soprattutto perché, in un periodo di cavoli amarissimi per la critica, par di cogliere un segnale di coraggiosa inversione di tendenza. Sembra infatti che, negli ultimi tempi, in modo particolare nei confronti del più teorico dei generi, non sia più possibile esprimersi in modo adeguato e soprattutto "libero".

Da un lato assistiamo a un sempre più crescente e articolato processo di "cartoonizzazione" dell'horror con l'uscita in serie di prodotti omologati pensati e destinati a un pubblico adolescente - che, per carità, avrà i suoi diritti, ma non può diventare l'unico destinatario del mercato.
Dall'altro, di pari passo con la vita sempre più underground di riviste e di editrici specializzate, il giudizio imparziale e sereno, e di peso se ancor più competente, del critico di genere si trova spesso a fare i conti con condizionamenti e diktat che lo vorrebbero asettico, gossiparo, comprensibile anche a un analfabeta e, ciliegina su una torta prematuramente andata a male, sempre favorevolmente parziale.

Più d'una rivista, infatti, si nutre dei materiali e delle anticipazioni delle case di distribuzione e la tendenza consolidata di quasi tutte è di continuare a gestire un buon rapporto con chi procaccia il companatico. Spesso il critico, in situazioni del genere, diventa come una vergine nei confronti di Satana, ovvero un orzaiolo. Occorre zittire il fastidio. E in parecchie situazioni, questa non è sede per precisare quali, vale la direttiva strisciante che "la critica ha rotto e gli appassionati, soprattutto quelli di horror - quei bambini per i quali il mercato continua a sfornare cartoons alla Van Helsing - vogliono solo informazione."

 Farà giustizia Ciak si trema, edizione 2007, di tutto questo andazzo che poco ci piace e nessuna cultura rappresenta, se non quella del pressapochismo mercantile che in Italia va per la maggiore? Sarà Daniela Catelli colei che impugnerà la spada vendicatrice?
Sì, rieccoci, sono tornato a scherzare. La verità, alla fine, è che stiamo parlando di film, di passioni un po' insane e di bambini che non vogliono saperne di crescere - questo è, per mia conoscenza diretta (di me stesso e dei miei consimili), ogni sincero appassionato di film horror. E forse temi di questo tipo a qualcuno appariranno troppo futili per poterseli apparentare con assunti pachidermici quali le crisi delle ideologie, i gap anticulturali o i tentativi globalizzati di spegnimento delle coscienze. Forse lo sono. Anzi, forse non ci azzeccano proprio per nulla.

Sapete com'è, a furia di vedere degli horror, si deve sovente lottare con i propri fantasmi personali. Ma, come scriveva Daniela nell'introduzione del maggio '96 a Ciak si trema, "quando avremo imparato ad affrontare i propri fantasmi, potremo davvero andare dove ci porta il cuore". Ci stiamo provando.

[Il brano che avete appena letto è l'introduzione al volume "Ciak si trema"]

Ciak si trema. Guida al cinema horror
di Daniela Catelli
Costa & Nolan, 2007
223 pag. - € 16,40


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  Commenti (2)
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 1 Scritto da ciak si trema, il 10-12-2007 09:42
Ciao Danilo, grazie per la segnalazione! ;)  
 
Claudio 
di http://ciaksitrema.blogspot.com
 2 Scritto da keoma, il 04-03-2008 10:14
IL libro me lo ricordo molto bello. Ma ha sostanziali cambiamenti?

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