Un set da brivido per il nuovo Horror di Ivan Zuccon.
Scritto da Roberto E. D'Onofrio
martedì 07 agosto 2007
Misteriosi incidenti e difficoltà tecniche hanno turbato e rallentato le riprese di Colour from the Dark – Il Colore del Male, l’ultima fatica del regista romagnolo Ivan Zuccon, da pochi giorni in fase di post produzione, dopo che la settimana scorsa sono state girate le ultime scene con Gerry Shanahan e l’attrice Inglese Eleanor James: ben due cineprese hanno smesso di funzionare, entrambe le autovetture di Ivan sono dovute ricorrere all’intervento dell’autofficina (una per problemi al motore, l’altra per l’inspiegabile e improvvisa rottura dei freni!), distorsioni, escoriazioni e reazioni allergiche hanno costretto cast e tecnici ad avvalersi di cure mediche, praticamente non è passato giorno senza che qualcosa di strano accadesse nella cascina dove Zuccon ha ambientato la sua versione del racconto di H.P.Lovecraft The Colour out of Space (1927) e dove precedentemente Tinto Brass ha girato Miranda.
Come vi avevamo già preannunciato, siamo stati invitati a partecipare alle riprese del film e possiamo quindi assicurarvi sulla veridicità degli eventi appena descritti, appena giunti sul set siamo stati accolti da Roberta Marrelli (attrice che con Ivan aveva già lavorato in Bad Brains, La Casa sfuggita e The Darkness Beyond e recentemente apparsa ne I Centochiodi di Ermanno Olmi), qui alla sua prima esperienza in veste di produttrice esecutiva e dall’adorabile Debbie Rochon, a cui siamo legati da un’amicizia ormai decennale. Roberta e Ivan ci raccontano le vicissitudini dei primi giorni di lavorazione e ci mostrano lo spettrale viso che appare tra la nebbia in alcune delle foto scattate durante le riprese: “A questo punto siamo convinti che il set sia infestato da un fantasma un po’ dispettoso”, ci spiega Roberta, “Lo abbiamo battezzato Trevor e ipotizzato qualche storia su di lui, una delle più simpatiche è che fosse un porno attore morto durante una sua “prestazione” e che da allora infesta questo luogo!”.
Il giorno seguente, sulla bacheca della mensa dove sono programmate tutte le scene da girare, una delle attrici ha messo la foto di un modello seminudo che gioca a tennis: “Quello è Trevor!”, mi dice ridendo Debbie, “noi donne siamo la maggioranza qui sul set quindi, visti tutti i problemi che ci sta causando, ci piace pensare che almeno sia stato qualcuno con cui poterci rifare gli occhi!”. Chiediamo a Ivan se i proprietari della fattoria sono a conoscenza di qualche “poltergeist” che infesti il luogo: “Fino a quando non finiamo di filmare non voglio sapere nulla della storia di questo posto, ma qui tutti ci divertiamo a considerare Trevor come una simpatica presenza, aiuta ad alleggerire la tensione che a volte, complice la stanchezza e il caldo (Ferrara, a pochi chilometri di distanza, in questi giorni ha fatto registrare temperature tra le più alte del nord Italia, NdA) si viene a creare.”, risponde il regista, “scherzi a parte, ormai sono riuscito a mettere insieme un gruppo di collaboratori molto affiatato che mi segue dai miei films precedenti: Antonio Masiero, sound designer, la mia assistente Eugenia Serravalli e Massimo Storari, che ha realizzato gli effetti speciali di quasi tutti i miei lavori e disegnato i posters di Nympha e de Il Colore del Male, fanno ormai parte della mia grande famiglia”, continua Ivan, “senza dimenticare i miei insostituibili genitori: Valerio, set designer, che sa trovare e costruire qualsiasi cosa di cui io possa avere bisogno (abbiamo avuto prova della sua inventiva quando, in mancanza di una siringa sufficientemente capiente a pompare del sangue finto fuori da una ferita sul volto di Debbie, ha adattato con successo una vecchia pompetta spray, traendo tutti di impaccio, NdA) e Donatella, che oltre a cucire tutti i costumi di scena, ha creato anche Rosina, la bambola di Alice (l’attrice Scozzese Marysia Kay) e la sua versione spettrale”.
Nell’adattamento del fido Ivo Gazzarrini e dello stesso Zuccon, il racconto dello scrittore di Providence subisce pochi cambiamenti rispetto alla stesura originale “siamo rimasti abbastanza fedeli alla storia di Lovecraft, abbiamo solo eliminato gli elementi fantascientifici, come il meteorite radioattivo che causa le mutazioni nella fattoria (l’entità diabolica che si impossessa della famiglia di Pietro, interpretato da Michael Segal, viene inavvertitamente liberata dal fondo di un pozzo) e la parte in cui arrivano gli scienziati a studiare lo strano fenomeno. Abbiamo preferito sottolineare gli elementi horror della vicenda”, ci spiega Ivan.
Ambientato in un imprecisato paese della campagna Italiana, nel 1940, durante la seconda Guerra Mondiale, Colour from the Dark segue la dura vita nei campi di Pietro, un contadino che non è stato chiamato alle armi, a differenza dei fratelli, a causa di una deformazione al ginocchio, della moglie Lucia (Debbie Rochon) e della sua giovane sorella Alice, affetta da problemi psichici. Quando il secchio con cui Pietro e Alice attingono acqua dal loro pozzo si incastra sul fondo, i tentativi di recuperarlo liberano qualcosa dalle profondità della terra, qualcosa che si manifesta inizialmente come un lampo di luce e si impossessa poi di tutti gli abitanti la fattoria: “abbiamo scelto questa location anche perché c’era già il pozzo, che è così centrale nella storia”, sottolinea Valerio Zuccon, “ma al suo interno era cresciuta una pianta di fico che aveva in parte sfondato e fatto crollare le pareti del pozzo così, dopo aver chiesto l’autorizzazione ai proprietari della fattoria, l’abbiamo tagliata e ho dovuto ricorrere alle mie capacità di muratore per ricostruire i muri del pozzo”.
Torneremo ancora a raccontarvi, in esclusiva, altri gustosi aneddoti dal set de Il Colore del Male, sicuramente il lavoro più ambizioso di Zuccon, conditi con interviste al cast e ai tecnici che hanno lavorato alla realizzazione del film, sicuri di soddisfare la curiosità di tutti i nostri affezionati lettori, che ora possono leggerci sul telefonino anche mentre, in vacanza, si crogiolano spaparanzati sotto il sole…