Aveva annunciato il proprio ritiro. Ce l’hanno anche investito, durante un’innocente passeggiata (come racconta dettagliatamente lo stesso Autore nelle pagine de La Torre Nera), eppure eccolo tornare, più propositivo che mai.
Mentre si vocifera di un organizzando remake di IT dalla Warner Bros, la casa editrice statunitense Scribner ha ufficializzato per il 10 novembre 2009 la pubblicazione della nuova fatica editoriale del Mostro Sacro dell’Horror, Sua Immensità Stephen King. Il libro, dal titolo Under the dome (scartato il precedente The Cannibals), sembrerebbe segnare un ritorno alle origini del nostro amatissimo.
Siete di quelli che nutrono una (in)sana nostalgia di quando un libro di King se lo macinava in centinaia e centinaia di fitte pagine? Avete nostalgia di quella sensazione di conoscere i personaggi come fossero i vostri migliori amici (o peggior nemici), quasi a poter prevedere le loro azioni? Nostalgia dell’abbandono totale che si prova nell’entrare nella storia fino in fondo (del tipo: “Ok, Steve, stavolta prendimi per mano e trascinami dove ti pare, ma fa che il viaggio sia molto lungo e magari che quando torno a toccare terra, abbia anche qualche libidinoso capogiro”)? Siete insomma di quelli ai quali ogni tanto lo sguardo corre sulla mensola dove tenete i vostri King e guardate con aria sognante il buon vecchio IT o L’Ombra dello Scorpione? Bé, allora good news, fellows, good news.
Sembra infatti che il nuovo libro del Maestro King segnerà, in questo senso, un ritorno alle origini. Il romanzo sarà di dimensioni epiche: si vocifera febbrilmente di 1800 pagine, il più lungo che abbia mai scritto, per un peso totale del manoscritto di 8,6 chili. Questo porterà verosimilmente gli editori a far uscire il romanzo diviso in due o tre diversi volumi.
Ma ahimé lunghezza non sempre è sinonimo di qualità, anche per il nostro Maestro, che nelle ultime prove letterarie ha dimostrato di poter cadere in più di uno scivolone (chi gli perdonerà mai il finale di The Cell?). Facendo il doveroso voto di fiducia sulla qualità della scrittura, diamo allora un occhio alla trama. Semplice come una stilettata. A dire il vero, più che trama, in realtà, quello che sappiamo è poco più di una situazione: un gruppo di persone prigioniere in un appartamento e costrette perciò al cannibalismo.
Conteugolinesco!
“Come può una trama così semplice imperversare per più di 1800 pagine?” Chi l’ha chiesto? Avanti, abbia il coraggio di alzarsi in piedi. Mmm. C’è qualche intruso tra i lettori, qualcuno che non conosce bene lo zio King. Tutti gli altri si ricorderanno che un intero romanzo del Maestro (non dei migliori, per carità) si svolge tutto in una camera da letto, con una donna sola ammanettata alla testata del letto. I flashback, ragazzi!
In un’intervista, King ha dichiarato di aver provato a scrivere questo romanzo quando era molto più giovane, ma che il progetto si rivelò alla fine troppo grande. L’idea di scrivere questa storia, infatti, risale al 1982 (quando King viveva in Pennsylvania durante il periodo di produzione di Creepshow), ma solo nel 2006 l’Autore ha ripreso la prima stesura e ha triplicato la lunghezza del testo, aggiungendo particolari che avrebbero reso il romanzo “terribilmente crudo”. Il Maestro ha definito il risultato finale come “la cosa peggiore che potessi mai immaginare”.
E a noi, Fedeli Lettori, non resta che aspettare. Con la consueta pazienza.