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I SPIT ON YOUR GRAVE 2

72e0188751Dopo il remake dell’omonimo cult di Meir Zarchi, Steven R. Monroe dirige anche il sequel I spit on your grave 2 (2013): un film straordinario, feroce e disturbante

Non violentate Jennifer (1978) di Meir Zarchi, una delle pietre miliari del rape & revenge insieme a L’ultima casa a sinistra, nel titolo originale è I spit on your grave (“sputo sulla tua tomba”). Con lo stesso titolo, l’americano Steven R. Monroe ne realizza uno straordinario remake (2010) e un altrettanto ottimo sequel (2013) dal titolo I spit on your grave 2, entrambi con Zarchi fra i produttori esecutivi.

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CIRCUITO CHIUSO

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Dal regista indipendente Giorgio Amato, ecco Circuito chiuso (2012): una sperimentale e angosciante fusione tra mockumentary e torture-porn

Quali sono, oggi, i sottogeneri horror che vanno per la maggiore anche nei blockbuster? Il mockumentary (falso documentario) e il torture-porn (“pornografia” della tortura, cioè l’esibizione nuda e cruda di atrocità varie). Nati in America, sono stati importati anche in Italia, soprattutto ad opera dei cineasti indipendenti, che oggi sono la linfa vitale del genere nostrano. Il milanese Giorgio Amato sperimenta una fusione tra le due categorie con Circuito chiuso (2012), un film interessante prodotto dai Manetti Bros. in collaborazione con Rai Cinema e Dania Film, che gode anche di una distribuzione in dvd per la 01.

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P.O.E. – POETRY OF EERIE

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Il maestro della paura Edgar Allan Poe viene rivisitato in un geniale horror indipendente a episodi

Grazie a “Distribuzione Indipendente”, esce finalmente nelle sale italiane il bellissimo horror collettivo P.O.E. – Poetry of eerie (2012), pluripremiato in vari festival. Nato da un progetto di Domiziano Cristopharo e Giovanni Pianigiani, il film coinvolge numerosi registi indipendenti italiani e non, “sfidati” a rivisitare in chiave moderna e personale alcuni racconti del celeberrimo scrittore di Boston (il “poeta del mistero”, come recita l’acronimo del titolo).

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L’ESORCISTA: OLTRE I CONFINI DEL TERRORE

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Nel 1973, William Friedkin ridisegna i confini del cinema horror dirigendo L’esorcista: eccellente dal punto di vista cinematografico, il film crea una paura che travalica il cinema stesso, scavando nei meandri dell’animo umano, perché il Male (così come la follia) è qualcosa di sconosciuto, qualcosa che non si può combattere. Il successo fu strepitoso, e Regan continua a far paura anche oggi. Nacquero anche due sequel e due prequel, con risultati alterni.

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L’ESORCISTA – LA GENESI

l-esorcista-la-genesiIl maestro dell’action Renny Harlin dirige nel 2004 il prequel L’esorcista – La genesi, un horror di grande potenza visiva

C’era un epoca, nel cinema horror (e non solo) americano, in cui andavano particolarmente di moda i sequel (L’esorcista, Non aprite quella porta, Halloween, Venerdì 13, Nightmare e molti altri ancora). Poi, quando non si è più potuti andare avanti (per evitare di ripetersi all’infinito), si è deciso di guardare indietro: nascono così i prequel, cioè film che raccontano gli antefatti del primo capitolo della saga. Con risultati alterni. Nel 2004, toccò proprio a uno dei più grandi horror della storia, L’esorcista, essere oggetto di un discreto prequel: L’esorcista – La genesi (titolo originale: Exorcist: The Beginning), diretto da Renny Harlin, regista finlandese molto attivo a Hollywood, autore di action-movie di culto (Cliffhanger, 58 minuti per morire) ma anche di un paio di horror (Prison e Nightmare 4 – Il non risveglio).

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L’ESORCISTA 2 – L’ERETICO

0GfldJohn Boorman, nel 1977, dirige il secondo capitolo della saga: L’esorcista 2 – L’eretico. Un buon horror di grande impatto visivo.

Quattro anni dopo L’esorcista, uno degli horror più importanti della storia, si decise di realizzarne un sequel, visto il suo grande successo: il timone passa da William Friedkin a John Boorman, il quale dirige con la consueta solidità L’esorcista 2 – L’eretico (1977). Risultato, un buon film che pur non raggiungendo le vette del capostipite risulta comunque di forte impatto visivo e in alcuni momenti fa ancora paura. Del resto, Boorman non è certo l’ultimo arrivato, e all’epoca poteva già vantare un ricco bagaglio di successi: primo fra tutti, Un tranquillo weekend di paura (probabilmente il suo film più famoso), ma anche Senza un attimo di tregua, Duello nel Pacifico, Zardoz

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Shock – My Abstraction Of Death

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Shock – My abstraction of death (2013), uno strepitoso horror indipendente firmato da Domiziano Cristopharo e Alessandro Redaelli

 

È un dato di fatto che oggi, in Italia, il cinema horror sia portato avanti soprattutto dai registi indipendenti: liberi dalle regole del mercato, possono sviluppare discorsi estetici e narrativi che il cosiddetto “grande cinema” non consente. Una figura pressoché unica ed eccezionale nel panorama italiano è Domiziano Cristopharo, inarrestabile fucina di idee e prodotti destinati soprattutto al mercato estero: un regista spesso etichettato sbrigativamente come “horror”, ma che in realtà tocca il genere solo marginalmente e in modo del tutto personale, fondendolo con il surrealismo e la body-art e utilizzandolo come strumento per veicolare messaggi più profondi.

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CONFESSIONS

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Finalmente nelle sale cinematografiche italiane, l’angosciante thriller giapponese Confessions (2010) di Tetsuya Nakashima

Uscito solo adesso nelle sale italiane, il bellissimo thriller giapponese Confessions (originale: Kokuhaku) di Tetsuya Nakashima è stato realizzato nel 2010, ottenendo anche una candidatura fra i Premi Oscar 2011 (come miglior film straniero). Confessions è in realtà un film molto sui generis, contenendo elementi thriller e horror, ma anche caratteristiche da film drammatico e persino surrealista in certi momenti. Il soggetto è tratto dall’omonimo romanzo di Kanae Minato, pubblicato in Italia col titolo Confessione dalla casa editrice Giano/Neri Pozza (traduzione di Gianluca Coci).

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SENTINEL

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“Sentinel” (1977) di Michael Winner: un horror demoniaco che fa davvero paura

Il grande regista Michael Winner (inglese ma attivo soprattutto negli USA), scomparso il 21 gennaio scorso, è diventato famoso per i suoi action-movie e polizieschi (Il giustiziere della notte 1/2/3, Professione assassino, ScorpioL’assassino di pietra). Non tutti, purtroppo, ricordano la sua straordinaria incursione nell’horror con Sentinel (1977). Grande produzione con parata di star hollywoodiane, si colloca nel filone demoniaco, aprendo però una strada alternativa al modello dell’Esorcista (1975) di William Friedkin, unendo suggestioni del suddetto film con altre del Presagio (1976) di Richard Donner e di Rosemary’s Baby (1968) di Roman Polanski.

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